home > raku
lorenzi living and loving art
 

ll Raku ci giunge dal Giappone del sedicesimo secolo: tecnica con la quale si
procedeva alla creazione di ciotole utilizzate essenzialmente per la “cerimonia
del te”, un momento di incontro e spiritualità tra artisti. Ancora oggi i pezzi
sono eseguiti sempre a mano, con l'intento di fondere lo spirito dell'uomo con
gli elementi della natura. La manipolazione della terra e' di per se coinvolgente:
da un pane di terra refrattaria si forgia il pezzo che viene cotto una prima volta
Successivamente, lo si arricchisce della decorazione con ossidi e smalti. Durante
la seconda cottura la temperatura raggiunge circa i 1000 gradi. In questo momento
il pezzo è luminoso, vivo di calore, i pori della terra sono aperti e gli ossidi
raggiungono il loro punto di fusione. 
E' in questo momento che inizia la fase più scenografica di tutto il procedimento:
la riduzione!   Immaginate: il pezzo incandescente, viene tolto dal forno e
sistemato in un contenitore. Qui dentro, si è già collocata carta, segatura oppure
foglie secche che, a contatto con il calore del pezzo prendono fuoco, lasciando
divampare fiammate grintose. Chiudendo il bidone di riduzione, si riduce la
presenza di ossigeno lasciando che al posto delle fiamme inizi a circolare
il fumo a forte pressione. Questi passaggi permettono la reazione degli ossidi,
determinando luminescenze e riflessi unici.
Se fino a questo momento, tutto è dosato, voluto, miscelato …. conosciuto, 
questa della riduzione è la fase in cui l'artista non può intervenire. E' il momento
in cui ci si deve arrendere alla potenza di un vortice fumoso.
Fare Raku, significa sintonizzarsi, ogni volta, con l'idea di semplicità e con  l'impiego
degli elementi terra, fuoco, aria, acqua che accompagnano il processo di creazione di
un pezzo.
Significa, cercare l'armonia tra l'artista, le cose e il contesto in cui vive.